Agricoltura biologica: da nicchia a business italiano
Agricoltura biologica: da nicchia a business italiano
Chi ha un appezzamento di terreno può decidere di dare una svolta alla propria coltura e trasformarla in biologico: un investimento sano e lungimirante.
Il mercato del biologico sta attraversando uno dei periodi più fortunati di sempre, ma nessuno ne parla. Parlano quindi i dati: dal 2000 sono quadruplicati gli ettari di terra coltivati biologicamente, ammontando a 44 milioni, per un fatturato globale di 80 milioni di dollari.
In Italia, l’agricoltura biologica rappresenta l’11% del totale, ovvero 1 milione e 320 mila ettari, classificandoci al quarto posto come paese con il maggior incremento ed al primo posto come paese che utilizza il biologico in relazione alla superficie agricola, nonché uno dei maggiori produttori di cereali biologici, olivicoltura e viticoltura.
La crescita esponenziale ed inarrestabile registrata negli ultimi 5 anni ha permesso al biologico di trasformare un business di nicchia in un’attività particolarmente apprezzata, sulla quale investire. Questa trasformazione è dovuta ad una maggiore sensibilità dei consumatori e dei coltivatori, un fatto culturale che ha visto cambiare il loro atteggiamento nei confronti dell’inquinamento, in un’ottica di maggiore consapevolezza sui rischi della salute e dell’inquinamento.
Perché, quindi, convertire il proprio terreno in una coltivazione biologica? I vantaggi sono diversi: una maggiore attenzione alla green economy, valorizzando e preservando la biodiversità; un innalzamento della qualità dei prodotti; un supporto maggiore del made in Italy e dei prodotti locali; una tutela maggiore dei terreni e della loro fertilità, che, in caso di una agricoltura intensiva prolungata, vedranno un calo del 40% entro il 2050; un riequilibrio tra ecosistema e ambiente.
E per i giovani? Un dato importante da non sottovalutare è che chi decide di intraprendere la carriera dell’agricoltore [vedi articolo] sono anche under 35: di questi, il 22% sono già a capo di imprese e aziende agricole, tra cui spicca uno 0,1% di aziende dove il capo ha meno di 19 anni. Nonostante non sia indispensabile un diploma, l’87% sono persone istruite, colte, preparate e innovative.
Se vuoi far conoscere ancora di più la tua attività, punta sui canali di e-commerce, oppure immergiti in nuove attività produttive: puoi puntare agli agriturismi , agriasili , eventi ricreativi e sociali, fattorie didattiche e… spazio alla creatività.
L’agricoltore biologico tratta il terreno come una «comunità vivente» e usa tecnologie avanzate per arricchire la flora microbica che rilascia, trasforma e trasferisce gli elementi nutritivi, sempre con l’idea di lavorare insieme alla natura e non di tenerla a bada.
Jeremy Rifkin