Tanti tipi di sale: quale scegliere?
Tanti tipi di sale: quale scegliere?
E’ usanza comune credere che usare il sale sia dannoso per il nostro organismo. In realtà, il nostro corpo è formato dallo 0,3% di sale, che sembra una quantità piccolissima, in realtà….
Uno dei primi insaporitori da eliminare dalla nostra dieta, e da consumare in maniera limitata è il sale. E’ bene però non eliminarlo del tutto, ma semplicemente scegliere quello giusto, a seconda delle necessità. Reperibili in tutto il mondo ne esistono di vari tipi, dai più costosi ai più economici, che si possono distinguere dal loro colore e dal loro sapore, che varia leggermente a seconda del luogo di provenienza.
Il sale è formato da sodio e cloro, sali minerali essenziali per aiutare il cervello ad inviare impulsi elettrici, ed è anche la principale fonte di sodio e potassio, indispensabili per il nutrimento della mente, aiutando il cervello a inviare segnali ai muscoli per favorirne il movimento; inoltre è uno dei componenti del plasma sanguigno, presente anche nel liquido amniotico. Per questi motivi, è fondamentale scegliere il giusto tipo di sale da utilizzare nelle nostre diete, intese come una sana alimentazione. Viene utilizzato da sempre anche come conservante alimentare naturale, in grado di difendere i cibi dal contagio batterico. Viene spesso additato come dannoso perché una dose eccessiva giornaliera fa aumentare la pressione sanguigna e può aumentare la ritenzione idrica. Come scegliere allora il tipo di sale giusto? E quali solo le principali caratteristiche?
Il sale marino integrale viene ottenuto dall’evaporazione dell’acqua di mare e contiene in quantità variabili potassio, ferro e zinco. Più il suo colore è scuro e più contiene tracce di impurità, ma ha un sapore molto più forte e sapido rispetto al classico sale raffinato da cucina. Bisogna fare attenzione a questo tipo di sale, perché è stato riscontrato che, a causa dell’inquinamento, può contenere tracce di piombo, estremamente dannoso per il nostro organismo.
Il sale alle erbe è un insaporitore completo, perché arricchito da verdure, cereali e proteine. Solitamente è in vendita presso le erboristerie o nei negozi di alimentari più forniti. E’ adatto per chi è particolarmente pigro in cucina, e un cucchiaino di questa miscela è più che sufficiente per creare piatti completi e sfiziosi.
Dalle miniere di sale di Khewra, in Pakistan, arriva invece il sale rosa dell’Himalaya, il sale più puro in commercio, il cui colore deriva dall’alta concentrazione di ferro di cui è composto, seguito poi da calcio, potassio, rame e magnesio. E’ il più consigliato, anche per la sua funzione disintossicante, da usare non solo in cucina ma anche nella cosmesi, sia come sale da bagno come rimedio contro la cellulite perché in grado di stimolare la circolazione, ma anche come scrub, eliminando lo strato superficiale di cellule morte. In caso di difficoltà respiratorie, basterà effettuare per 2 – 3 giorni delle inalazioni di acqua e sale rosa per averne ottimi risultati terapeutici.
Recentemente, direttamente dalle ricette di cucine d’oltreoceano, si sente parlare del sale Kosher: ma che cos’è? E’ un ingrediente usato soprattutto dalla cultura ebraica, per motivi religiosi. La sua forma è allungata e schiacciata rispetto al classico sale a cui siamo abituati in occidente, ed è perfetto per asciugare le carni, perché aderisce perfettamente alla loro superficie. E’ caratterizzato da una importante quantità di iodio, che lo rende molto gustoso e saporito, inoltre anche più leggero rispetto le altre tipologie di sale, perché è il più naturale.
In Francia è usanza, invece, consumare il sale Celtico, ed è riconoscibile per il suo colore grigiastro, dato dall’altra concentrazione di magnesio e ferro. E’ ideale per chi soffre di vertigini, anemia ed irritabilità, inoltre aumenta l’attività cellulare dell’organismo. E’ un tipo di sale umido, perché contiene il 15% di acqua, in grado di alcalinizzare il nostro corpo, di prevenire i crampi muscolari, di regolare il battito cardiaco, la pressione sanguigna e il sistema immunitario, migliorare la funzione cerebrale e infine nell’eliminazione del muco in eccesso all’interno del nostro organismo.
Il sale di Norvegia è quello dal gusto più forte e deciso di tutti, perché si ricava da una miscela di pepe nero e sale affumicato, ideale per chi soffre di ipotensione e ama consumare cibi prettamente sfufati. Per chi ama soprattutto mangiare la carne di pollo o carni alla griglia, il consiglio è quello di utilizzare il sale nero di Molokai, proveniente dalle Hawaii, dal sapore secco e amarognolo per via della sua grande quantità di zolfo di cui è composto, molto simile al Kala Namak, indiano, dal colore viola.
Il Fior di sale, il sale di Cervia ed il sale di Trapani sono invece molto simili tra loro: non raffinati e dal colore leggermente opaco, sono tra i sali più utilizzati al mondo in cucina. Essi vengono utilizzati anche nella cosmesi per creare creme, saponi, scrub, impacchi e soluzioni da bagno. Sono ricchi di cloruro di sodio, che aiutano lo scambio di liquidi e sviluppano le attività fisiologiche vitali, aiutando anche a combattere le bronchiti e a disintossicare il nostro organismo.
Infine, tra i sali che si possono trovare in commercio, vi sono il blu di Persia ed il nero di Cipro: il primo è un salgemma che proviene dall’Iran, forse il più raro, che si presenta come leggermente bluastro, per via di una sostanza chiamata silvinite, un minerale marino ricco di potassio, che rende il sale leggermente speziato. Il sale di Cipro deve il suo colore scuro alla presenza di carbone vegetale e cortecce affumicate di legno di tiglio, betulla e salice, che gli donano un sapore forte e un potere disintossicante, perfetto da abbinare al pesce bianco, uova e zuppe.
Ma qual è la dosa giornaliera di sale raccomandata per rimanere in salute e proteggere il nostro organismo?
Per limitare i danni dovuti agli eccessi, e limitare i rischi di ipertensione, ictus e obesità, è bene introdurre dai 0,2 ai 5 grammi di sale al giorno, facendo riferimento ad un adulto con una normale funzione metabolica. Questo vuol dire che dobbiamo imparare a conoscere bene i cibi e ciò che mangiamo, sapere quali naturalmente contengono più o meno sodio, in base da poter calibrare nella maniera migliore la quantità e la tipologia di sale da utilizzare in tavola.
La carenza di sodio può essere particolarmente dannosa per il nostro organismo, perché può diminuire la produzione di serotonina, il famoso ormone del buonumore ed antidepressivo naturale, creando sbalzi d’umore, insufficienza renale e aumento di appetito di cibi poco sani. E’ necessario abbinare il sale ad altre spezie, altrettanto saporite, per bilanciare ogni piatto delle giuste vitamine e sali minerali.
Il sale deve avere qualcosa di sacro, infatti si trova sul mare e sulle lacrime.
Kahil Gibran